“L’Arte interpreta la variegata sinfonia del Ritmo della Natura “- a cura della dott.ssa. Irene Pazzaglia “

Si è conclusa ieri la mostra collettiva “Il Ritmo della Natura”, in esposizione dal 24 ottobre al 6 novembre alla Numen Art Gallery.
Attraverso la contemplazione delle opere esposte in sala, contraddistinte da tecniche e stili differenti, l’osservatore ha potuto instaurare un rapporto con la parte più pura e autentica di ognuno, quella legata a profonde e antiche radici primordiali e all’energia ancestrale e primitiva della Natura.
Una Natura la cui essenza è stata interpretata e rappresentata in moltissimi modi diversi, in manifestazioni che ci hanno indotto a riflettere sulle molteplici sfaccettature che può offrire questo tema.
La Natura è dotata di una forza impetuosa che può mettere l’uomo a dura prova, ma anche affascinarlo con la travolgente seduzione del suo mare in tempesta, come nell’opera “L’onda anomala” di Elisa Giordano. La potenza dell’elemento naturale può incarnarsi in un’immagine reiterata che attinge contenuti e linguaggi metaforici dall’accostamento del paesaggio al mondo animale, come nel dipinto “Cavalloni “di Marco Castellari.
Flora e fauna rappresentano emblematicamente le bellezze del creato, la cui vitalità si sprigiona dalla forza dei quattro elementi, nell’opera di Ida Costa “Pianeta Terra – il trionfo della Natura “. Possiamo assistere, in alcuni lavori, ad un impiego di materiali di riciclo, oppure di legni e rami di alberi, come nelle opere di Viviana Romagnani e Giovanna Vasapollo, contenenti messaggi importanti e accorati appelli per la salvezza del nostro pianeta.
Quello che ci lega alla Natura e al mondo animale è spesso un rapporto intimo e meraviglioso, vissuto in totale libertà e armonia con piante e animali e con la parte più libera e indomabile di noi stessi, come ci mostrano i lavori di Isabella Bianchini e Francesco Zero.
Il rapporto tra uomo e animale si tinge di delicate sfumature di tenerezza nel dipinto “Carezze” di Nadia Portelli, che raffigura l’amicizia speciale che lega un cavallo ad una bimba.
Il paesaggio naturale è a volte teatro di romantici incontri oppure porto accogliente per le esternazioni di pensieri e riflessioni che animano il proprio mondo interiore, come nelle opere di Barbara Trani.
La Natura è il rifugio dell’anima, il ventre nel quale ritorniamo dopo la nostra morte: l’elemento naturale della distesa acquatica diviene una culla pronta ad accogliere, come un liquido amniotico frutto di materna comprensione, la sventurata Ofelia del dipinto “Imprevedibili Incontri” di Rita Carrodano”.
La più soave manifestazione dell’universo naturale e dei suoi processi, il fiore, può essere sospesa nell’attimo senza tempo della dolce oscillazione dei rami, come nell’ “Oleandro fluttuante” di Silvia Amici, oppure rappresentato nelle tenui sfumature della sua delicata bellezza come nell’acquerello di Rosalba Ferilli, o ancora sublimato ed esaltato nel miracolo della sua perfezione che dona gioia quotidiana nelle particolari realizzazioni in cartapesta di Ettore Pasetto.
La Natura risiede in una spiaggia teneramente baciata e illuminata dal sole come in “Volo di gabbiani “di Rosalba Ferilli, o in un paesaggio dalle molteplici sfumature cromatiche che ci rammentano il succedersi delle quattro stagioni in una perpetua trasformazione che non smette mai di sorprenderci nell’opera “Sorprendente Natura” di Giuliana Pellacani.
Il bambino africano rappresentato da Mario Bova reca nel suo volto scarno ed emaciato e nell’espressione incredibilmente dolorosa del suo sguardo la sofferenza per la privazione dell’amore che la Natura gli sta negando; “La donna del mare ” di Antonella Caione riflette negli occhi la tristezza e, insieme, la speranza, legata a quel mare che cerca di attraversare e che riversa la sua profondità azzurra nelle sue vesti; un altro rapporto intenso, questa volta quasi simbiotico, tra donna e mare si può osservare nell’ opera di Rita Milani, “Sguardo sul mare”, dove la correlazione e lo scambio tra la figura femminile e la distesa azzurra oggetto della sua contemplazione raggiungono livelli altissimi fino a diventare quasi una fusione ineffabile che lega nell’anima e nel corpo la donna al mare; la stessa elevazione spirituale, che ci riporta allo stupore romantico dell’uomo dinanzi all’ immensità della Natura, che suscita sentimenti alti e sublimi, la ritroviamo nell’ opera “Vette innevate “di Piera Fonzo, mentre l’unione simbiotica al limite della metamorfosi viene sviluppata al massimo nella sintesi espressiva di Daniela Barletta, che realizza nelle sue “Belle di notte” una fusione ricca di toni misteriosi tra il fiore e l’essenza di femminilità che esso incarna.
Personificazioni metaforiche ed allegoriche si riscontrano anche nelle variopinte opere di Galia Draganova, in cui la correlazione fisica e spirituale tra essere umano e Natura si tinge di propositi carichi di energia positiva, la stessa energia che ritroviamo nelle dense e pastose pennellate del dipinto di Antonina Giotti, nel quale a risaltare è la vivida urgenza della luce e del sole ad illuminare ogni cosa. Anche nelle opere di ines Acciarrini il colore puro e vivido è protagonista, come a voler esaltare la forza incontaminata della Natura e insieme il delicato invito a cogliere le bellezze che essa ci offre. Il sole che sta tramontando sul mare crea bellissimi giochi di luce nel dipinto di Tony Morelli, in un frammento dolce e nostalgico sospeso tra passato e presente che solo la purezza di un paesaggio naturale ci può donare. La Natura è anche tenace e costante : Tony Morelli, nell’altro suo dipinto, ne rappresenta la sua componente tenace e la sua capacità di rinascere e di rinnovarsi perpetuamente anche tra mille difficoltà.
Infine io stessa ho voluto dare un volto alla Natura: ho cercato di rappresentarla come una donna leggiadra e soave, con gli occhi leggermente velati di malinconia, che offre a profusione fiori e frutti mettendoli a disposizioni di animali e esseri umani, generosa fino alla fine anche con questi ultimi, nonostante il male che essi quotidianamente le infliggono.”

Le opere esposte

I video dell’evento


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“La figura femminile come specchio e incarnazione dell’ambiente circostante e delle sue suggestioni nell’opera “Positano” di Agostino Colella “

“Positano”- olio su tela

“La commistione fisica e spirituale tra la figura femminile della donna e il paesaggio in cui essa è inserita è caratteristica tipica di molti dei dipinti di Agostino Colella. La donna, con la sua prorompente fisicità, diviene l’incarnazione metaforica del luogo che la ospita, assumendone le caratteristiche e trasferendo a sua volta il riflesso della sua femminilità sul contesto circostante.
In “Positano” la figura femminile rappresenta, con l’abbagliante splendore della sua carnagione, la luminosità del cielo e delle acque cristalline del mare. La voluttuosa consistenza dei seni e dei fianchi rimanda al ridente panorama della Costiera Amalfitana, con i suoi rilievi e le sue amene bellezze, ma allude anche alla fertilità di una terra generosa e dispensatrice di ogni delizia.
La nudità della donna, libera in un paesaggio che funge da cornice alla sua innegabile grazia, rimanda alla libertà spensierata di una sensualità baciata dal sole, vissuta in una terra in cui le leggi della Natura prevalgono ancora su quelle dell’uomo. Ancora una volta il corpo è inserito in un contesto naturale diventandone parte integrante e, incarnandone lo spirito, viva rappresentazione ideologica.
Questo avviene grazie alla sapiente raffigurazione, da parte dell’artista, della materiale carnalità delle sembianze, in parte alleggerita dalla soave raffigurazione del contesto spaziale e dall’evocazione di ciò che esso rappresenta. “


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“La libera e travolgente sensualità di una donna immersa nella bellezza di un Paradiso ritrovato” di Irene Pazzaglia

Agostino Colella -Capri- olio su tela 140 x 150

“Il dipinto presenta una forte connotazione erotica che parzialmente si stempera e si sublima nella rappresentazione di uno stretto rapporto tra la protagonista femminile e l’ambiente che la circonda.
Eva, dopo essere stata cacciata dal Paradiso terrestre, ritrova nell’isola di Capri il suo perduto Eden, il regno di tutte le gioie e di tutte le delizie.
La posa estremamente sensuale della donna esprime un novello amore per il proprio corpo, laddove l’accenno all’ autoerotismo rappresenta il raggiungimento dell’ apice del benessere dopo aver subito una grandissima perdita. In luogo della foglia di fico, le parti intime di Eva vengono accarezzata da una rosa senza spine, che sta ad indicare la passione senza traccia di dolore.
L’incantevole vista sul mare e sui faraglioni, oltre a presentare e ad accentuare la meravigliosa bellezza di Capri, rappresenta una finestra spaziale che contribuisce ad allargare e a diluire lo svolgimento della scena: l’amore che Eva elargisce a se stessa si sparge nell’immensità del mare e dona a tutto il territorio dell’ isola una nuova dimensione, una nuova energia sensuale e misteriosa.
Immersa nella dolcezza del momento intimo e cullata dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, Eva vive appieno la sua conturbante femminilità, rigogliosa e libera come il luogo che la sta ospitando.
La luce, sapientemente dosata dall’artista, mette in primo piano la figura femminile esaltandone le grazie: il corpo morbido e sinuoso, i seni prosperosi e abbondanti, la carnagione dorata, i lunghi capelli neri, per poi riflettersi e perdersi nello specchio dell’altra bellezza: il mare e i colori dell’isola di Capri.”


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Successo e divertimento per l’inaugurazione della collettiva ” I Tarocchi e l’Oroscopo: tra arte e divinazione”

Art Saloon Gallery

Accese candele e incensi, si è dato il via, sabato 26 Ottobre, alla Mostra Collettiva d’Arte “I Tarocchi e l’Oroscopo: tra arte e divinazione”, presso la Galleria Art Saloon di Ariccia.

Suggestive le opere tra le diverse discipline artistiche a raccontare il mondo dell’esoterismo e diversi anche gli interventi che hanno ravvivato la serata : Alessandra Altieri e Cristina Corbò nella presentazione del tema e degli artisti, la scrittrice Laura Bendoni e l’artista Antonio Sandroni e infine Isabella Bianchini che ci ha divertiti tutti con le divinazioni delle Carte della Zingara.
La Mostra non vuole essere solo la presentazione di opere d’arte, ma anche una riflessione su come ogni artista ha elaborato il proprio concetto dell’Oltre, passando dalla realizzazione delle carte dei Tarocchi, estrapolandone i simboli e rinterpretandoli, fino ad arrivare ad opere che vogliono essere un vero contatto con il mondo dell’Intangibile attraverso personaggi chiave come le Sciamane, nelle opere di Miariam Ferrucci e Marina Funghi.
Imperdibili ed affascinanti le opere di tutti gli artisti in esposizione, fino al 7 Novembre e poi ospiti presso le Scuderie degli Estensi di Tivoli 8-9-10 Novembre

Antonio Sandroni – Artista

Artisti in mostra:
Mirella Ascenzi, AssociazioneArteerestauro, Patrizia Capodieci, Alessandra Cesaroni, Alida Ferrettini, Miriam Ferrucci, Marina Funghi, Silvia Iacozza, Miccarol, Maria Luisa Pastore, Luciano Popolla, Regina Di Quadry, Antonio Sandroni, Domenico Santangelo, Gisella Santucci, Giuseppe Suglia, Palmiro Taglioni, Lidia Tobaldi, Paolo Tota.

Fino al 7 Novembre presso la Galleria Art Saloon, Piazza Domenico Sabatini 18, Ariccia orari: da lunedi a sabato 9-13 \ 15-19 , chiuso domenica e festivi


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Equilibrio & Follia: l’eterno conflitto dell’essere umano. Di Elisabetta La Rosa

Elisabetta La Rosa e Giulio Pettinato direttore artistico dell’Evento – Credits: Luciano Sciurba

Sabato 26 ottobre è stata inaugurata, presso il Museo civico Umberto Mastroianni di Marino (RM) la mostra Equilibrio & Follia a cura della Storica dell’arte Elisabetta La Rosa con la direzione artistica del Maestro Giulio Pettinato.

La mostra si pone come la riflessione sul rapporto dell’uomo con il mondo circostante, un mondo che delinea illusioni e possibilità cullando l’animo umano fra attimi di follia e quiete interiore.

Incedendo faticosamente fra i miraggi di un deserto senza oasi ci troviamo davanti il demone più difficile da sconfiggere: noi stessi! Apriamo gli occhi fra le “rovine” di un mondo sordo e corrotto, una Terra deturpata e sofferente.
Equilibrio & Follia si pone come l’input di una riflessione sul compresso rapporto fra l’Io umano e la Terra, una denuncia sociale che ha in animo l’obiettivo di svegliare le coscienze assopite e vincolate negli schemi di una società, ormai, priva di regole morali e di etica, dove l’animo umano è sottoposto ad un continuo “inquinamento”, corrotto dagli stereotipi, dal livore e dal dio denaro.

La domanda cardine che tesse le fila di Equilibrio e Follia è: “Come può l’animo umano cercare l’equilibrio della consapevolezza nel caos del mondo?”

L’opera che può fornirci una risposta è l’incisione “Il sonno della ragione genera mostri” di Francisco Goya. Con l’arrivo del sonno, la ragione viene meno. E quindi la fantasia (o il cuore), in assenza della ragione, produce elementi irreali, ma quando ragione e sentimento collaborano possono diventare uno strumento imbattibile.
L’incisione mostra proprio la consapevolezza di sé stessi. L’essere umano, consapevole di non voler scendere a compromessi, preferisce percorrere il sentiero più tortuoso scontrandosi con sé stesso, riuscendo ad apprezzare ogni singolo avvenimento con coscienza e cuore.

Solo dopo aver fatto pace con i nostri demoni interiori, davanti al bivio delle scelte, riusciremo a percorrere la strada che conduce al cuore della consapevolezza di sé!

Venti sono gli artisti che hanno saputo incarnare gli antipodi di Equilibrio & Follia: Paola Aleandri che ci immerge nell’esplosione dei mille colori del suo mondo interiore; Michele Berretta che, evocando il mondo puerile, ci induce a ragionare sul mondo inconscio dell’essere umano; Enzo Bomba che, fra le sue sfumature di colori, ci induce a ragionare sulle diverse fasi caratterizzanti la vita dell’uomo; Giuliana Borsi che ci coinvolge nel suo vortice di emozioni; Silvia Caprioli che fonde il passato con il presente, perché l’essere umano è figlio della sua storia; Michi Grassi, pittore iper-realista, che con le sue tele sa catturare gli attimi della vita; Ludmilla Karpenko con le sue tele astratte mostra l’entusiasmo della gioia e l’intensità della malinconia; La Musa Mosaici che narra l’equilibrio e la follia con l’intensità e la bellezza dei suoi mosaici; Francesco Nesi che ci mostra una vita ideale fatta di sogni colorati, una vita desiderata, sperata … oggi amaramente lontana. Pasquale Palese con l’equilibrio e la follia delle sue opere capace di mettere a nudo il suo mondo interiore; Piero Piccioni che presenta le sue opere lasciate in eredità alla figlia, inducendoci a riflettere sulla relazione fra Uomo e Terra. Claudio Pio con le sue fotografie risveglia le emozioni recondite che delineano l’equilibrio e la follia umana come sfida verso se stessi. Monica Placco che fra luce e tenebre ci mostra squarci di follia e di razionalità, Luana Rinà, artista sensibile alle tematiche sociali e alla riflessione sul Mondo circostante, apre uno finestra sulle problematiche della Terra che abitiamo. Viviana Romagnani ci ricorda che in ognuno di noi coesistono un lato buono e uno infernale. David Santosh ci apre le porte di se stesso richiamando gli aspetti più intimi dell’essere umano.
Sergio Saviantoni rappresenta, sulla scia dell’Urlo di Edvard Munch, il delirio e lo squallore del mondo. Massimo Talarico ci conduce sul filo che passa dall’equilibrio alla pazzia. Marco Tersigni con i suoi scorci paragona l’animo umano al mare che si infrange sulle rocce. Arianna Testa che sfidando la gravità ci conduce sulla strada dell’equilibrio.


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