Irene Casaccia – Arte 2.0 Collaborazioni e nuove Prospettive

Irene Casaccia

Metti un semplice messaggio per farmi pubblicità,metti una frase di risposta :- ehi che dici di collaborare io e te?

Simona Tribuiani

Metti due donne che sanno quello che vogliono anche se i loro mondi sono opposti.
Scechera bene e ottieni un’idea che pian piano in testa iniziare a prendere vita, e così tra un’acqua tonica e un succo, le idee diventano certezze.

Una stretta di mano, come si usava una volta, ed ecco che nasce la mia collaborazione con l’azienda agricola Olio Monaco. Qualcuno si chiederà come può l’arte e l’agricoltura fondersi in un discorso collaborativo? Non starò qui ad annoiarvi con discorsi tecnici di merchandising, brand e targhettizzazione su come farsi pubblicità anzi di questo ne parleremo nel prossimo articolo.

Ve la faccio semplice! Mai dipinto “en plein air”? Io si! La natura è sacra per un pittore quanto lo possa essere per un coltivatore. E’ da essa che entrambi estrapolano la bellezza se pur in modi diversi.
Oramai mi conoscete, e sapete che amo le sfide qualunque esse siano anche se mi porteranno a lavorare duramente e per questa collaborazione, ho realizzato una serie di piccoli dipinti,dei veri e propri “cadeau”per i turisti e i clienti dell’azienda che oltre ad acquistare del buon olio, ricercano il bello nell’arte. Dai miei ricordi di viaggi, foto di amici fotografi, troverete nei miei dipinti una serie di paesaggi del nostro territorio e credetemi se vi dico, che sul discorso “Ulivi”,sono un’esperta!

Ma parliamo un po’ dell’azienda Olio Monaco e della sua proprietaria Simona Tribuiani. Conosco Simona da oramai sette anni, e avevo già sentito parlare della sua azienda ma non conoscevo bene la storia della nascita di Olio Monaco e allora quale miglior cosa di una vera e propria intervista?
Mentre ci prendiamo qualcosa da bere, inizio con una serie di domande. (neanche fossi una giornalista)

D. Quali sono stati i tuoi studi ?
R. -“Dopo il liceo scientifico, ho intrapreso Medicina Veterinaria alla facoltà di Teramo, in maniera brillante direi conseguendo una borsa di studio per merito. Ad un passo dalla laurea, mi sono presa il lusso di abbandonare tutto e abbracciare la strada che nel frattempo avevo intrapreso, ossia quella dell’azienda agricola .”
Mi guarda sorridendo e io intanto mi chiedo che ci vuole coraggio a mollare tutto ma trattengo questa domanda per la fine.
D. Chi conduce oltre te l’azienda?
R. -“Ad oggi la conduco in primis da sola e con l’aiuto di mio marito Mauro”
D. Come nasce Olio Monaco?
R. -” Nasce da una ricerca lunga, volevo un nome che cogliesse il centro, nulla di complicato ma di elegante e così un giorno partendo dal cognome di mio marito “Monaco”abbiamo deciso che facesse al caso nostro. Il nome per un marchio, un prodotto è fondamentale a livello di marketing.”
Penso che questa donna ha le idee ben chiare dalle sue risposte ma intanto continuo ad indagare. Mi piace sapere di più con chi lavorerò.
Arrivo alla domanda finale e mi tolgo questa curiosità.

D. –“Ma come si fa a mollare tutto ad un passo dalla laurea?
R. -“Sai questa mia passione per la terra non è nata così per caso, ma ha delle radici profonde. Mio nonno paterno era un mezzadro e da piccola lo ricordo nei campi ad arare, ricordo la sua pelle arsa dal sole e le sue mani, quelle mani che per anni hanno dato vita alla magnificenza di madre natura”.
La mia curiosità è stata a pieno colmata, dalla fierezza di una nipote che continua con orgoglio un mestiere: quello agricolo .
In un’era tecnologica, dove corriamo tutti come formiche impazzite dentro un formicaio, non vediamo ad un palmo dal nostro naso. Tutti con la testa abbassata su dispositivi tecnologici e non ci accorgiamo che le nostre terre stanno morendo, spariscono dietro costruzioni, nessuno coltiva più, nessuno vuol più proseguire le tradizioni … eppure se ci pensate bene ognuno di noi proviene da una tradizione, un passato, un “avo”.
Dovremmo tutti soffermarci più spesso, magari seduti sotto un ulivo con pane e pomodoro,spegnere i cellulari, togliere i tacchi, smollare la cravatta e respirare, semplicemente respirare la bellezza della natura.
Nessun pittore potrebbe fare meglio.

Irene Casaccia

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