La dignitosa bellezza di un animo puro nell’opera “Nerita” di Agostino Colella

Agostino Colella – “Nerita”- olio su tela 80 x 100

“Dall’oscurità dello sfondo emerge un volto di donna, la cui raffigurazione è delineata dalla delicata profondità del contrasto chiaroscurale. La pelle della giovane protagonista del dipinto risplende magnificamente nelle varie tonalità del marrone, che si arricchiscono di sfumature luminose e dorate sugli zigomi e sulle guance, dando risalto alla sensuale pienezza delle labbra.
La luce entra in punta di piedi, con timida delicatezza, come se sussurrasse per non disturbare il sottile equilibrio e la delicata interiorità che contraddistinguono l’opera, mettendo in evidenza i tratti somatici del viso con grande raffinatezza e poesia e permettendo all’osservatore di concentrare la propria attenzione sullo sguardo della giovane donna. Gli occhi di Nerita, carichi di lucida malinconia, racchiudono la tristezza della solitudine e dell’incomprensione, il peso di un dolore vissuto tacitamente, senza parlare, con la dignità di chi ha ampiamente provato la durezza della vita. Questi occhi cercano immediatamente quelli dell’osservatore, ma in essi non vi è alcuna traccia di rabbia o risentimento: al contrario, i due fari scuri sono pieni di umanità paziente e genuina. ” Beati gli umili, perché erediteranno la terra”- questa la frase che sembra essere racchiusa nel dolce sguardo della giovane, mentre cerca un interlocutore dal quale ricevere una parvenza d’affetto. In quest’ opera di carattere introspettivo e intimistico l’arte non è la celebrazione di glorie e sfarzi, di vanità e di celebrità, ma è il cantico sommesso delle creature semplici, è il dolore, la speranza e il timore che esse non riescono a far uscire dalle loro labbra.”