L’anima si colora d’autunno nel Centro Arte di Castel Gandolfo – di Elisabetta La Rosa

Centro Arte Castelgandolfo

Dal 6 al 16 ottobre presso il Centro Arte di Castel Gandolfo sarà fruibile la mostra “Colori d’autunno” a cura di Elisabetta La Rosa con la direzione artistica del Maestro Giulio Pettinato.
Il progetto ha in animo la celebrazione della stagione dell’autunno con una valenza quasi metaforica per l’essere umano.

Le foglie si posano sul suolo dopo esser state irradiate dal sole caldo d’estate, l’anima si risveglia fra i colori dell’autunno che si fa strada verso l’inverno in una stagione di transito.

L’opera che ha animato l’idea della mostra è l’emblematico “Bacco” del celebre Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. L’opera, risalente al 1596 – 1597, è oggi conservata presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.

Entrando nel vivo dell’analisi del Bacco, lo vediamo raffigurato seduto su un Triclinio ( un letto in voga nel mondo greco durante i simposi), tra le mani tiene un picchiere di vino che porge allo spettatore invitandolo a banchettare con lui. Le gode del dio sono leggermente arrossate, lo sguardo è assente, la mano che sorregge il calice di vino è tremolante: emerge nell’opera lo stato di ubriachezza del dio. Eccezionale è la resa dei dettagli rappresentati con estrema cura dal Caravaggio, il vino nel bicchiere è estremamente realistico con le increspature del liquido appena versato, così come la brocca con il vino: Caravaggio con la sua abilità pittorica è riuscito a rendere visibile il riflesso sul vetro. Particolare è il fiocco che il dio tiene nell’altra mano, un richiamo alla filosofia neoplatonica: il nodo simboleggia il collegamento fra Dio e l’essere umano. Ma cosa unisce l’umanità con il divino?

Ogni dettaglio è reso secondo quell’(im)perfezione, tipica del Caravaggio, in una celebrazione straordinaria dell’autunno, della sua euforia e del dato realistico che caratterizza l’ebbrezza dell’essere umano.
Gli artisti partecipanti alla mostra hanno saputo cogliere ed animare le sfumature di colore che la vita ci offre quotidianamente, fornendo un’interpretazione dell’autunno assecondando il loro sentire.
Paola Aleandri delinea l’autunno come un sogno fatto da distese infinite di fiori e calici d’amore e speranza. Giuliana Borsi mostra quei rami spogli degli alberi autunnali sinonimo degli intrecci dei legami umani: contorti ma estremamente affascinanti.

Silvia Caprioli che evoca la bellezza e la follia, nutrimento quotidiano per l’essere umano. Maria Maddalena Cicciù che interpreta l’autunno come il cambiamento dell’anima, dove l’essere umano si rinnova aprendosi alla vita.
Nicola De Stefano che nelle sue tele cela la magia e l’incanto degli scorci d’autunno.

Giusy Cristina Ferrante che, con un tripudio di colori, celebra l’esplosione dell’autunno dell’anima. Irene La Penna ci mostra quegli sguardi incrociati nel percorso della vita in cui l’essere umano trova se stesso. Marina Loreti esalta la rinascita dell’anima, quando nel fruscio degli alberi d’autunno si spoglia lasciandosi irradiare dal lume della luce solare.

Alba Marchetti mostra il passaggio delle stagioni, dove la magia dei colori d’autunno incanta gli occhi e penetra il cuore. Yulia Elena Moisin ci ricorda che tra le foglie d’autunno l’anima rifiorisce rinnovandosi in un caleidoscopio di colori.
Pasquale Palese celebra il silenzio dell’autunno dove l’essere umano si specchia negli occhi della propria anima.

Ivan Pignataro apre una finestra sui mutamenti dell’anima capace di resistere alle insidie della vita.
Luana Rinà con le sue tele richiama i suoi versi poetici: “Esalta e coltiva ciò che c’è di bello negli uomini. Contieni guida e stringi in assedio il brutto che appartiene a tutti noi indistintamente. Possiamo essere leggeri come angeli e feroci distruttori.”


Teresa Sapone ci fa udire gli echi di una celebre canzone di Fabrizio de Andrè: “ Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.
Anna Maria Tani celebra l’autunno come la dolce attesa dell’inverno dove il tepore dei suoi colori scaldano anche gli animi più rigidi. Marco Tersigni mostra il suo mare che si tinge d’autunno delineando all’orizzonte un tramonto dorato.


Giovanna Tripodi celebra l’autunno in tutte le sue sfumature mostrandoci le foglie che si posano sul suolo dopo esser state irradiate dal sole caldo d’estate, dove l’anima si risveglia fra i colori dell’autunno e si fa strada verso l’inverno in una stagione di transito


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