L’opera di Simonetta Barini è stata scelta per la locandina della Collettiva d’Arte “I colori dell’estate”

Il 2 luglio verrà inaugurata la mostra collettiva D’arte Contemporanea I COLORI DELL’ESTATE che avrà luogo nel Comune di Stagno Lombardo -Cremona .
Il curatore e Critico d’arte Dott Simone Fappanni per la locandina dell’evento ha scelto come immagine l’opera “Quando il nuoto è arte “ dell’Artista Simonetta Barini


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L’ASCESA ALCHEMICA DEL CORPO NELLA FLUIDITÀ DELL’ACQUA: LA PITTURA DI SIMONETTA BARINI di Dott. Simone Fappanni, critico e storico d’arte

Simonetta Barini

Nel tempo e nella memoria s’iscrivono profondamente le figure, placidamente immerse nell’acqua, di Simonetta Barini.
Si tratta di giovani eleganti, flessuosi, che si muovono nell’elemento liquido con una naturale familiarità e si accendono di una luce, tutta interiore, che evoca quel senso di appartenenza e di atavica provenienza a questo principium vitale.
In questo senso, il dato biografico e quello artistico trovano un’affinità elettiva, una convergenza che rende realtà e immaginazione un’unione indissolubile.
Simonetta ama l’acqua e i suoi quadri sono visioni in cui corpo e acqua sono parti integranti di un universo immaginativo dove ogni movimento e ogni postura segue con straordinaria propensione l’andamento, ora pacato ma più frequentemente vorticoso, delle onde generate dal movimento che diventa vera e propria danza, espressione d’arte pura.
L’emergere dall’acqua e il tuffarsi in essa ricorda quel cammino, fisico e interiore, che rimanda all’origine dell’essere, alla nascita e al divenire secondo l’adagio di una parte rilevante del pensiero presocratico per cui tutto è acqua e tutto nasce dall’acqua.
I movimenti sincronizzati delle figure che Barini definisce con una pennellata sciolta e succosa modellano corpi che paiono perfettamente sincronizzati quasi a disegnare figure d’acqua che lasciano una profonda scia nel cuore, la stessa che si carica di un’energia che si sprigiona in modo davvero dinamico.
Tale energia viene resa in flessuosi passaggi cromatici che incorniciano volti e membra in continuo movimento che raggiungono, nella sintassi immaginativa di Simonetta, una sfera autenticamente onirica, molto spesso resa da un moto ondoso che sembra avvolgere le figure e creare al contempo dei vibranti quanto trasparenti riflessi.
In altri casi, invece, le figure vengono circondate da questi flutti, inglobati in essi quasi a volerne preservare la purezza e, nel contempo cercando – riuscendoci – di trasmettere sensazioni che vanno a scandagliare anche aspetti intimi e riposti dell’uomo.
Non a caso in uno dei quadri più noti della pittrice veneta si osservano due figure nude avvinghiate in un plastico abbraccio all’interno di una gigantesca bolla: a metà fra danza e rimando a un erotismo scevro da qualsiasi volgare trivialità, il quadro sublima l’armonia dei corpi maschile e femminile attraverso la forza della forma pura che si libera, quasi a richiamare, per certi aspetti, la lezione del capolavoro scultoreo boccioniano Forme uniche di continuità nello spazio (1913, Milano, Museo del Novecento), interpretandola in maniera attuale e personalissima secondo un dettato espressivo che risulta, in definitiva, una traduzione alchemica della forma resa attraverso la spazialità dilatata dell’acqua.
Questa sorta di ascesa alchemica del corpo nella fluidità ricorda decisamente quel solenne liberarsi nell’aria che è sinonimo di libertà assoluta; giustamente, lo scrittore Erri De Luca ha fatto osservare che «i gesti del nuoto sono i più simili al volo. Il mare dà alle braccia ciò che l’aria offre alle ali; il nuotatore galleggia sugli abissi del fondo».
Di studio figurale è giusto parlare anche della lunga e affascinante galleria di ritratti che compare nella produzione di Simonetta.
In questo caso l’artista presta un’attenzione tutta particolare al viso dei bambini, colti in espressioni serie ma anche in divertenti smorfie che li rendono estremamente dolci. Ed è proprio questa caratura espressiva, che fa leva sulla spontaneità, a rendere questi portraits estremamente realistici, lontani da qualsiasi estremizzazione e perfettamente rispettosi del soggetto raffigurato.
Sguardi furbi, attenti a volte sornioni sono quelli che si colgono negli sguardi dei fanciulli che Barini dipinge con notevole trasporto emotivo cercando quell’armonia di luce, forme e colori che rimanda direttamente ai corpi fluttuanti nell’acqua, palesando una coerenza stilistica che risulta, in definitiva, il tratto caratterizzante e distintivo della pittrice veneta.
Dott. Simone Fappanni,
critico e storico d’arte

“Noi Due” È il dipinto dell’artista Simonetta Barini scelto per il libro di Luciano Zampini

Grandissima soddisfazione per l’artista Simonetta Barini che ha ricevuto un importante riconoscimento. La sua opera dal titolo “Noi Due”, un dipinto eseguito con olio su tela è stato scelto come immagine del nuovo libro del poeta e scrittore Luciano Zampini.


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Nell segno dell’acqua – L’artista Simonetta Barini

L’acqua non manca mai, nei quadri di Simonetta Barini. D’altromde, dopo una vita passata in vasca, non potrebbe essere altrimenti. Le sue pennellate riportanio questo elemento su tela con naturalezza, dandogli una consistenza quasi lattea.

Simonetta Barini, l’arte e lo sporto sono il suo mondo. Scrive il critico d’Arte Stefano Chieti.

Sorprendenti brani pittorici, quelli dell’artista Simonetta Barini attratto dalla stupefacenda raffigurazione della figura umana colta nell’azione. Ciò che raffigura è il mondo dello sport a lei caro, movimenti sinuosi e giochi d’acqua. Sapiente rielaborazione stilistica quello della pittrice con giochi cromatici dando d’impatto all’osservatore forti emozioni. – Stefano Chieti Critico d’Arte


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