Ida Costa la magia della Natura

Ida Costa, Chiesa di San Nicola, olio su tela, 70 x 70 cm

Le radici dell’artista Ida Costa sono rintracciabili nell’indagine circa gli aspetti misteriosi degli scorci di paesaggi e di quei monumenti considerati parte della storia.
Nell’opera Chiesa di San Nicola osserviamo in primo piano la chiesa di San Nicola, un edificio sacro, la cui sacralità è sostenuta dalle cromie che l’artista utilizza spaziando dal verde al blu intenso, al rosso e al grigio frutto del bagliore della Luna. Colori che simboleggiano la forza prorompente di dell’analisi enigmatica su cui l’artista indaga.
L’intento di Ida è riportare alla memoria le testimonianze tangibili della storia dell’umanità che sono ormai sopite nelle nebbie del tempo. L’artista ci prende per mano e ci conduce in un viaggio nella storia fatto di suggestioni e di misteri, un viaggio dove il colore accompagna il pensiero e vive tramite le mani dell’artista che ne delinea i contorni.
Per catturare i dettagli che il suo occhio percepisce e trasporrli in materia liquida su tela, l’artista si affida alla fotografia. Parte dalla fotografia e finisce nel donare nuova vita agli scatti mediante la tela.

Ida Costa, Cascate di Vallesinella, olio su tela, 50 x 70 cm

Anche nell’opera Cascate della Vallesinella è sempre il fascino del paesaggio e della natura a guidare a poetica pittorica dell’artista Ida. La voglia di ricreare il mistero sulla tela, raffigurando scorci di paesaggi dall’aspetto incantato, costituisce le fondamenta dell’animo dell’artista.
In questo caso vengono rappresentate le Cascate di Vallesinella, immerse in un contesto naturale del Parco Naturale Adamello Brenta, per raggiungere questi luogo meraviglioso occorre attraversare i boschi di faggi ai piedi delle Dolomiti di Brenta, a due passi da Madonna di Campiglio.
Straordinaria è la resa dei dettagli, l’acqua che scorre è resa con estrema cura. Emerge la passione dell’artista per la natura dove immette le straordinarie suggestioni del suo animo.
Un pensiero realistico che si palesa vivo sulla tela, riuscendo a trasmettere quella sensazione viva che anima il cuore pulsante della poetica pittorica dell’artista.
Un’interessante trattato naturalistico dove convergono la conoscenza dell’arte e della natura che si traspongono in materia liquida su tela.
L’artista riesce a suscitare curiosità nell’animo dell’osservatore, accompagnandolo verso le proprie radici.

di Elisabetta La Rosa


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Piero Masia lo sguardo del passato

Piero Masia, Modella con drappo rosso, olio, acrilico e spray su tela, 40 x 30 cm

Un viaggio introspettivo che parte dalle radici umane è quello che l’artista Masia ci propone tra le trame delle sue opere.
Le radici del suo pensiero artistico sono incarnate dall’equilibrio che ritorna in tutte le sue raffigurazioni.
Un’atmosfera idilliaca dominata da cromatismi caldi e intensi emerge nell’opera Modella con drappo rosso dove l’elemento portante, così come indica il titolo, è proprio il drappo rosso. Leggendo nelle trame dell’opera il rosso è il colore della passione quella che l’artista traspone nella tela, in questo caso associata alla figura femminile.
L’artista studia con cura i dettagli della figura richiamano la storia dell’arte, vediamo infatti il braccio piegato che si contrappone alla gamba stesa, evocando le sfumature dell’arte classica.
La composizione, equilibrata e realistica accenna al realismo di Edouard Manet con l’opera Olympia, le due figure infatti sono entrambe adagiate su una superficie orizzontale, una sul letto e l’altra sul divano.
È la fusione fra cromatismo, equilibro della composizione e realismo a plasmare le radici del pensiero artistico di Piero Masia.

Piero Masia, Dall’infanzia all’adolescenza, olio, acrilico, spray su tela, 30 x 40 cm

Passiamo poi ad un altro livello di lettura con un’opera diversa per la raffigurazione ma non per la matrice profonda, con l’opera Dall’infanzia all’adolescenza. La raffigurazione del volto di un pre-adolescente ci riporta alle nostre origini, il ricordo di un tempo passato che si fa presente imprimendo il ricordo sulla tela.
Un cromatismo forte e vivo caratterizzato dallo sfondo dove il rosso e il giallo si incontrano e si confondono, due colori che richiamano l’intelletto e la passione che contraddistinguono l’entusiasmo degli animi più giovani, sentimenti tipici di chi è agli esordi della propria vita.
Gli occhi del ragazzo permeano di quella purezza che l’adulto ha perso, uno sguardo fiero e pulito che squarcia la tela mirando al cuore dello spettatore.
Elemento portante, della tecnica pittorica di Piero, che emerge anche in quest’opera è il Dripping, che trae le sue origini da quell’influenza della “scrittura automatica” surrealista e rielaborata da Jackson Pollock, l’artista fonde il figurativo ad una tecnica dal sapore astratto.

di Elisabetta La Rosa


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Irene Casaccia: un animo a colori

Irene Casaccia, Inferno e Paradiso, acrilico su tela, 100 x 100 cm

Dalla forza struggente del colore l’artista Irene Casaccia da vita alla serie Flame: fiamma. L’artista rappresenta le radici della sua anima mediante le opere di carattere astratto che danno vita alla sua vera essenza, che Irene plasma nella tela mediante il suo pensiero che si manifesta forte e deciso, dominato da colori intensi ed accesi.
Dragons rappresenta un animo forte, in grado di superare i tormenti della vita.
Analizzando la simbologia del colore, interfacciandoci con le sfumature di blu, emerge un animo equilibrato intervallato da momenti cupi come se l’artista, a volte, si soffermasse su quei Gravity Problems e li trasponesse nella tela.
Il colore arancione, misto al rosso incarna la passione, la creatività tipica di un animo artistico.
Infine Irene ci sorprende con il titolo: Dragons. Entrando nel vivo della simbologia del drago, esso richiama la forza, il senso di protezione. Nella filosofia Junghiana, il drago rappresenta l’ombra la parte più ostile dell’essere umano, che però non va rinnegata ma accolta affinché riusciamo a convivere con il nemico peggiore: noi stessi!

Irene Casaccia, Dragons, Acrilico su tela, 90 x 100 cm

L’artista fa vivere questo concetto tramite le straordinarie cromie dell’opera.
Continuando sul filone della serie Flame, con il dittico Inferno e Paradiso, Irene ancora una volta plasma nelle sue opere l’essenza di se stessa dove si contrappongono due poli opposti che coesistono nell’animo umano.
Anche in questo dittico il cuore pulsante è plasmato dalle emozioni, radici vive del pensiero artistico di Irene.
Da un’attenta analisi del cromatismo, osserviamo come emerga dalle opere il flusso artistico di un animo dalle molteplici sfumature forti che si addensano sulla tela.
Nella porzione di destra, il Paradiso, emerge la purezza di un animo ricco di sogni e speranza, Irene rappresenta la calma e l’equilibrio umano per poi convergere in un’esplosione di colore rosso che divampa come fosse fuoco, ricordando proprio le fiamme degli inferi.
I colori si mescolano, si aggrappano e si addensano gli uni agli altri fondendosi in un vortice di cromie, la rappresentazione dell’incastro dell’animo umano composto da sentimenti positivi e discordanti.
L’artista mostra, mediante le sue opere, la verità di quell’Io visibile a pochi, invitandoci a guardare davvero mediante il cuore.

di Elisabetta La Rosa


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L’essenza delle radici umane nell’opera di Giuliana Borsi.

Giuliana Borsi, Le distanze, acrilico su tela, 50 x 70 cm

L’artista colora le sue opere di straordinare simbologie che prendono vita mediante la rappresentazione della natura.
Il connubio fra colore e natura è la base del pensiero artistico di Giuliana Borsi.
Da un’attenta analisi dell’opera Le distanze emergono, nella ripresa del fusto che si dirama, due corpi raffigurati di spalle che incarnano il concetto di “distanza”, quella distanza che abbiamo avvertito per troppo tempo in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, sulla quale l’artista si è soffermata nella sua indagine pittorica.
Giuliana accorpa la natura vegetale con quella umana, paragonando il fusto dell’albero al corpo umano. Le braccia protendono verso l’alto divenendo rami che sorreggono la chioma folta dell’albero, la rappresentazione di un’albero della vita, dove la donna portatrice di vita e origine della vita, le cui radici radicate nel terreno sono le fondamenta di una nuova vita: la nascita!
È proprio nella nascita che emergono le radici umane. L’indagine artistica della Borsi è volta alla scoperta della natura e all’attenta riflessione sull’essere umano, scavando mediante le sue opere nell’essenza profonda dell’Io.

di Elisabetta La Rosa


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Paola Aleandri e la forza della natura umana dentro le sue opere

Paola Aleandri, Origine, spatola ad olio su tavola, 40 x 50 cm

L’artista Paola Aleandri si racconta mediante un’intervista con la storica dell’arte Elisabetta La Rosa, curatrice dell’artista con la quale insieme hanno intrapreso un percorso alla scoperta della Natura, tanto amata dall’artista Aleandri che con la maestria della spatola da vita alla serie Il Respiro delle Nature morte. L’artista racconterà anche le sfumature dell’opera Origine, mettendo in evidenza il fuoco della passione per l’arte.


Da cosa scaturisce la scintilla che ti ha fatto innamorare dell’arte?
Il mio grande amore per l’arte è iniziato da bambini, è stato un’incontro emozionale, il richiamo naturale dovuto alla mia infanzia felice passata nella casa dei miei genitore, dove ero libera di correre e giocare nel giardino colmo di fiori e frutti che hanno dato vita alla serie, alla quale sto lavorando per la mia mostra personale, Il Respiro delle Nature morte.

Nelle tue opere emerge la parte più autentica di te. Cosa desideri trasmettere con la serie Il Respiro delle Nature morte?
Le nature morte rappresentano il fermo immagine della mia infanzia e adolescenza vissute a stretto contatto con la natura. Ne Il Respiro delle Nature morte si racchiude il mio amore per le cose semplici ed essenziali in quanto esse narrano una verità che si può facilmente riconoscere. La verità, infatti, è sinonimo di forza, quella stessa forza che mi accompagna mentre lavoro con la spatola dove il mondo circostante sparisce e ritorno nel mio “Giardino dei Capricci”.
La serie nasce proprio dalla credenza che l’essenziale non muore mai, può sempre reinventarsi e trovare sempre qualcosa di nuovo da raccontare, sorprendendoci nella sua semplicità.


Nell’opera Origine, realizzata in occasione della mostra virtuale Inside Roots, emana una forza che emerge dall’opera. Come sei arrivata ad imprimere sulla tavola questo “fuoco della forza interiore”?
Origine è stata per me una sorpresa! La fiamma è simbolo di vita: genera, è l’inizio di tutto, anche della vita umana ricordando l’uomo preistorico che utilizzava il fuoco per cacciare e nutrirsi, inoltre la fiamma è anche simbolo di passione, quella che metto nelle mie opere.


Parlando sempre di Origine pensi che quest’opera, diversa dalle altre della tua ultima serie, possa essere l’emblema della tua anima, quindi un’opera autobiografica?
Non sono brava a descrivere me stessa raccontandomi, preferisco far parlare l’opera, perché quando dipingo sono totalmente immersa nel mio lavoro imprimendo nel colore tutta la mia passione per l’arte e tutta me stessa. Se questi elementi sono emersi da quest’opera, allora si, possiamo definire Origine un’opera autobiografica!

di Elisabetta La Rosa

Paola Aleandri, Le calle bianche, spatola ad olio su tavola, 35 x 40 cm

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