Paola Aleandri: la simbologia nella natura

Paola Aleandri, Peaches, inchiostro e acquerello su carta, 23 x 21 cm

Da una costola della serie Il Respiro delle Nature Morte, l’artista Paola Aleandri da vita ai Minimi Assoluti Pop dove è ancora una volta il colore protagonista e anima dell’opera.
La natura narra la storia della vita dell’artista, è lei la sede dove sono ubicati i suoi ricordi.
Partendo dalla mela, fra le molteplici simbologie che le vengono attribuite, troviamo quello riconducibile alle mele della dea norrena Idun, mele associate alla giovinezza e dell’immortalità, aspetti che nella storia della mitologia indussero gli uomini a cercare di rubarle, tentativo punito dalla dea che li fece invecchiare rapidamente fino a morire.
Sempre richiamando la simbologia, la buccia rossa – che l’artista esalta caricando il colore che invade anche la porzione di spazio intorno al frutto – ricorda il tramonto del Sole a Ovest alla fine della vita. Ma superando le interpretazioni letterali e storicistiche, la modernità prende coscienza del valore simbolico della mela come allontanamento dall’innocenza della fede, ricordando anche la favola di Biancaneve.

Paola Aleandri, The Red Apple, inchiostro e acquerello su carta, 23 x 21 cm

L’artista esalta l’intensità del frutto, caricando mediante il colore rosso emblema della passione, quella per l’arte e per la vita che si fondono e dialogano nelle opere dell’artista. La mela ha uno spicchio tagliato come se Paola volesse mostrarci la parte più intima di se stessa: l’anima dalla quale emergono le sue pulsioni artistiche che convergono nell’opera. Il richiamo alla vita, all’infanzia, a quegli alberi da frutto che tanto amava suo Padre. Il riflesso della sua vita che si fa arte!
L’opera Peaches ci conduce in una nuova passeggiata nel “Giardino dei Capricci” di Paola Aleandri, dove è sempre la natura a dare vita alla sensibilità pensiero, frutto dei ricordi della sua infanzia, che guida la mano dell’artista.
Circa la simbologia della pesca sappiamo che è indice di prosperità e longevità, buon auspicio per l’unione del matrimonio. Ed è proprio l’idea dell’unione che da voce alle rappresentanti dei frutti di Paola, che richiamano la spensieratezza di una bambina che vive serena guidata dall’amore dei suoi genitori. Un aspetto, questo, raccontato dai colori accesi che consentono al pensiero di Paola di acquisire nuova vita mediante l’arte
Il giallo il rosa e l’arancione si intersecano richiamando la varietà della vita, in particolare facendo riferimento al mondo infantile dove l’energia vitale e la spensieratezza costituiscono il momento dell’infanzia, proprio come narra l’artista.
Nell’opera Peaches emerge proprio quella teoria del colore secondo le quale esso è fondamentale per il bambino al fine di riconoscere il mondo fuori di sé mediante la forza e la fragilità delle sue emozioni. Emozioni che vivono ancora nell’animo di Paola.

di Elisabetta La Rosa

Minimi Assoluti Pop: l’altra faccia della natura.

Paola Aleandri, Peaches, acquerello e inchiostro su carta cotone

Da una costola della serie Il respiro delle nature morte nascono i Minimi Assoluti Pop, plasmati dall’immenso amore per la natura dell’artista Paola Aleandri.
Propensa e attenta alle sfumature della natura, l’artista Aleandri ci mostra una nuova interpretazione di essa, un’indagine iniziata mediante l’uso della spatola e che si espande all’uso degli acquerelli supportati dall’inchiostro che scivola fluido sulla carta cotone, che fa da scenario al pensiero vivo dell’artista.
L’anima dei Minimi Assoluti Pop è sempre il colore, fulcro dell’indagine dell’Aleandri, artista versale che si ispira proprio alle dense sfumature cromatiche di stampo Pop Art.
Entrando nel vivo delle opere emerge il forte richiamo alla serie lavorata con spatola, dove le emozioni si addensano e si accorpano tra i ricordi della sua infanzia, così vivi nell’anima dell’artista. Paola va oltre i frutti rappresentati partendo dalle radici della natura: forte è il richiamo alla simbologia dell’albero da frutto, come simbolo dell’equilibrio fra cielo e terra, l’abbraccio materno dei suoi rami ove ogni creatura trova rifugio. Accompagnandoci nuovamente nel suo Giardino dei Capricci: il giardino è qualcosa iniziato dal gesto intimo di una mano che tocca il terreno, rastrellandolo e lavorandolo al fine di instaurare quei semi che donano la vita, ed è proprio ciò che l’Aleandri fa con le sue opere: il seme è il pensiero, la mano è quella dell’artista che dona la vita alle opere.

Paola Aleandri, The Red Apple, acquerello e inchiostro su carta cotone

I giardini ci regalano frutta, erbe e medicinali. Ci nutrono di fragranze di fiori, mediante l’intensità dei colori e delle forme che interagiscono tra gli elementi e gli animali, animano la vita e gli animi umani. In quasi tutte le culture e le religioni, il giardino rappresenta uno spazio sacro, un’unione del Sé cosciente con l’aspetto inconscio. Nella religione mussulmana, ad esempio, esso viene considerato un luogo di beatitudine di cui il “giardiniere” è Allah.
L’artista instaura nel fruitore la consapevolezza che non è possibile addomesticare un giardino più di quanto non sia possibile addomesticare l’anima, ciò è dimostrato dal colore nell’opera Peaches o The Red Apple dove il colore sembra “traboccare” dalle opere, richiamando proprio l’indomabilità dell’animo umano.
Un animo di forte spessore è ciò che Paola riversa nelle sue opere, l’omaggio alla sua vita, ai suoi ricordi che vivono mediante la simbologia della natura: ogni opera un ricordo, ogni frutto un’emozione, il colore come materia liquida che vive e respira sulla tela.
La fusione fra vita vegetale e vita umana che si anima nelle istanze psicologiche dell’artista, capace di concentrare nell’opera gli echi psicologici della sua vita.

Paola Aleandri, Papaya, acquerello e inchiostro su carta cotone

di Elisabetta La Rosa


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Paola Aleandri e la forza della natura umana dentro le sue opere

Paola Aleandri, Origine, spatola ad olio su tavola, 40 x 50 cm

L’artista Paola Aleandri si racconta mediante un’intervista con la storica dell’arte Elisabetta La Rosa, curatrice dell’artista con la quale insieme hanno intrapreso un percorso alla scoperta della Natura, tanto amata dall’artista Aleandri che con la maestria della spatola da vita alla serie Il Respiro delle Nature morte. L’artista racconterà anche le sfumature dell’opera Origine, mettendo in evidenza il fuoco della passione per l’arte.


Da cosa scaturisce la scintilla che ti ha fatto innamorare dell’arte?
Il mio grande amore per l’arte è iniziato da bambini, è stato un’incontro emozionale, il richiamo naturale dovuto alla mia infanzia felice passata nella casa dei miei genitore, dove ero libera di correre e giocare nel giardino colmo di fiori e frutti che hanno dato vita alla serie, alla quale sto lavorando per la mia mostra personale, Il Respiro delle Nature morte.

Nelle tue opere emerge la parte più autentica di te. Cosa desideri trasmettere con la serie Il Respiro delle Nature morte?
Le nature morte rappresentano il fermo immagine della mia infanzia e adolescenza vissute a stretto contatto con la natura. Ne Il Respiro delle Nature morte si racchiude il mio amore per le cose semplici ed essenziali in quanto esse narrano una verità che si può facilmente riconoscere. La verità, infatti, è sinonimo di forza, quella stessa forza che mi accompagna mentre lavoro con la spatola dove il mondo circostante sparisce e ritorno nel mio “Giardino dei Capricci”.
La serie nasce proprio dalla credenza che l’essenziale non muore mai, può sempre reinventarsi e trovare sempre qualcosa di nuovo da raccontare, sorprendendoci nella sua semplicità.


Nell’opera Origine, realizzata in occasione della mostra virtuale Inside Roots, emana una forza che emerge dall’opera. Come sei arrivata ad imprimere sulla tavola questo “fuoco della forza interiore”?
Origine è stata per me una sorpresa! La fiamma è simbolo di vita: genera, è l’inizio di tutto, anche della vita umana ricordando l’uomo preistorico che utilizzava il fuoco per cacciare e nutrirsi, inoltre la fiamma è anche simbolo di passione, quella che metto nelle mie opere.


Parlando sempre di Origine pensi che quest’opera, diversa dalle altre della tua ultima serie, possa essere l’emblema della tua anima, quindi un’opera autobiografica?
Non sono brava a descrivere me stessa raccontandomi, preferisco far parlare l’opera, perché quando dipingo sono totalmente immersa nel mio lavoro imprimendo nel colore tutta la mia passione per l’arte e tutta me stessa. Se questi elementi sono emersi da quest’opera, allora si, possiamo definire Origine un’opera autobiografica!

di Elisabetta La Rosa

Paola Aleandri, Le calle bianche, spatola ad olio su tavola, 35 x 40 cm

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The Garden of Soul: Una mostra virtuale nel “giardino dell’anima”.

The Garden of Soul: Una mostra virtuale nel “giardino dell’anima”. di Elisabetta La Rosa

Il 3 maggio si è conclusa la seconda Virtual Art Exhibition The Garden of Soul promossa e organizzata dalla storica dell’arte la Dott.ssa Elisabetta La Rosa.
L’idea della mostra nasce dall’intento di voler raccontare la riflessione introspettiva sull’animo umano che, in questo periodo si altalena fra attimi di quiete e tempesta interiore. La storica dell’arte concepisce l’animo come un ricco giardino di fiori.
Gli artisti mediante le loro opere hanno saputo incarnare questa ricchezza d’animo che brilla della propria luce interiore.
Gli artisti che hanno preso parte all’iniziativa artistica sono: Paola Aleandri, con la bellezza delle sue nature vive dalle sfumature intense. Sara Alello che fra opere astratte ha incarnato il fascino dell’animo umano. Maristella Angeli la cui indagine artistica si concentra sulla natura che, paragonata all’animo umano si dirama verso il cielo. Claudiu Bellocchio che nell’amore trova l’essenza del proprio animo. Giuliana Borsi che trova se stessa nello studio del cromatismo. Mario Bova che nello studio del reale trova la propria autenticità. Stefania Cecchetti articola il suo pensiero artistico con squarci di realtà che si manifestano mediante il colore ma anche racconti onirici. L’artista Bivio ci fa riflettere sulla dualità dell’essenza umana fondendo il figurativo con l’astratto. Alessandro Cocco narra la propria percezione della realtà riflettendo sulle problematiche attuali. Demetrio Cozzupoli coglie frammenti di realtà convertendoli in una narrazione fiabesca.
Barbara Di Mauro traspone l’essenza delle propria anima, ricca e fertile come un giardino di fiori.
Valentina De Chirico mostra la parte più autentica di se stessa vista come ungiardino fiorito, le sue radici sono infinite ed irradicate nel terreno fertile della sua anima.
Marilena Di Vito il cui pensiero artistico si delinea mediante forme eleganti e sensuali, le sue opere sono intense e mostrano dei veri e propri ritratti psicologici. Rosalia Di Vito richiama la bellezza dei ritratti tipici dei maestri preraffaelliti, le sue opere delineano le sfumature di un mondo onirico.
Carlos Giordano ama mostrare le molteplici sfumature della natura, forte e tenace capace di restare solida ai mutamenti.
Michele Izzo fonde nel suo pensiero sfumature di colore armoniche e la linea guida della Metafisica di Giorgio de Chirico. Alba Marchetti che narra le sfumature del suo animo mediante la simbologia dei fiori.
Alessio Mariani fra mille sfumature di colore realizza una finestra che si affaccia sugli scorci dei suoi pensieri.
Alessia Marinelli delinea nelle sue opere un sentiero ricco di sogni e speranza che prende vita nelle sue opere. Silvio Mazzotta ci mostra la purezza che si anima nei volti impressi nelle tele. Romina Monteleone ci racconta le “ragioni del cuore” che danno voce alla sua anima. Giulio Pettinato ci mostra l’incanto e la magia che si celano nella sua Luna. Patrizia Piccioni, artista d’arte sacra, ci ricorda che la via della “salvezza” è quella divina. Ivan Pignataro si racconta con la simbologia della figura femminile. Per l’artista Francesco Ponzetti l’arte è un viaggio emozionale nei meandri dell’Anima. Cristoforo Russo, animato dallo studio dei riflessi e dalla simbologia da vita ad una serie di opere che ci invitano alla riflessione profonda sulla storia dell’umanità.
Sono i ricordi quelli realizzati dall’artista Luisa Schirru che, mediante lo studio dell’astratto ci racconta le sue straordinarie suggestioni. Massimiliano Sciuccati, artista poliedrico, ci mostra le sue personali riflessioni sul mondo mediante un’arte che riprende i canoni della pop Art e dell’action painting proposta da Jackson Pollock.
Il giardino dell’anima dell’artista Isabela Seralio si anima di amore e tenerezza con le sue straordinarie interpretazioni simboliche. Marco Tersigni trova se stesso mediante le molteplici sfumature del mare, fulcro del suo pensiero artistico. Amanda Valentini ci mostra come il suo pensiero sia animato da una forte passione, perché è l’amore che ci guida.

di Elisabetta La Rosa


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La simbologia delle Calle bianche di Paola Aleandri

Paola Aleandri, Le calle bianche, spatola ad olio su tavola, 35 x 40 cm

L’amore per l’arte si fonde alla simbologia che l’artista Paola Aleandri incarna nelle sue opere, dove la spatola è l’elemento portante che assembla il colore e i sentimenti, che sfociano nelle straordinarie suggestioni impresse nelle opere.

Ancora viva e fiorente è la Natura che l’artista Aleandri rappresenta, con Le Calle bianche emerge il “giardino dell’anima” dell’artista che prende forma fra i “colpi” di spatola su tavola.

L’opera cela una simbologia rintracciabile nel fiore: la calla richiama la bellezza, la perfezione e la purezza. Nella religione cristiana viene spesso associata alla Vergine Maria come emblema della virtù.

Nel mito e nelle storie delle divinità antiche vediamo la calla come il frutto generato dal latte materno caduto dal seno della dea Era, simbolo della Terra e della procreazione. Molteplici le interpretazioni e le sfumature che il fiore nella sua bellezza incarna.

Ciò che affiora dalla tavola sono, ancora una volte, le incisive e pungenti spatolate, frutto dello studio e della continua ricerca della Natura, una natura che oggi è libera e respira. L’artista con occhio attento e sensibile interpreta, appellandosi alla simbologia della purezza del fiore, la sua anima e da nuova vita alla natura, curando ogni dettaglio, assemblando il colore, donando tridimensionalità all’opera e facendola vivere di luce propria.

Emerge l’animo spensierato dell’artista che nell’arte ritrova se stessa e si fonde al colore, l’arte è per lei il suo stesso respiro!

Osservando quest’opera di Paola Aleandri possiamo avvertire un senso di leggerezza, di spensieratezza. In un momento complesso come questo solo l’arte ci salva, la natura con i suoi mille colori ci dona la vita, una vita che oggi più che mai torniamo ad apprezzare e rispettare.

di Elisabetta La Rosa


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