SCANNO IL CUORE PULSANTE D’ABRUZZO

-“Che dici partiamo?” – Oh quanto mi manca questa frase che io e Ottavio ci ripetevamo!
Ci bastava un fine settimana in qualche posto tranquillo per tornare carichi e riposati il lunedì. Ora tutto questo sembra un ricordo lontano ed è strano come quello che davamo per scontato, oggi è prezioso tanto quanto il Santo Gral.
Continuo a ripetermi che prima o poi si tornerà alla normalità, rispolveremo le nostre valigie, percorreremo autostrade per mete inesplorate oppure più semplicemente tornare lì dove il nostro cuore è rimasto.

Ma ora basta con i sentimentalismi e mettetevi comodi perché vi porto con me in uno dei borghi della mia terra abruzzese e già che ci siete prendete appunti; chissà potrebbe tornarvi utile!

Percorriamo l’Autostrada dei Parchi fino ad arrivare a SCANNO… un nome insolito, ma lasciate che vi spieghi la sua origine. Scanno dal latino “scamnum” ovvero sgabello perché il borgo è situato sopra un colle dalla forma di una panca.
Se non siete mai stati in questo posto, vi consiglio di fare alcune ricerche e vi confesso che anche io lo faccio ogni volta che visito città o piccoli borghi. Avere notizie, documentarsi, essere curiosi è una forma di rispetto verso il posto che ci ospiterà a braccia aperte, perché ricordate sempre la regola principale: viaggiare come ospiti!

Appena arriviamo al nostro albero HOTEL ROMA, la prima cosa che faccio è aprire le finestre per scoprire cosa mi aspetta fuori. Ed eccolo Scanno, arroccato con piccole case che di sicuro mi racconteranno la loro storia. Lasciamo tutto e ci dirigiamo a piedi verso il paese, e mi sento osservata da sguardi di anziani mentre giocano a carte fuori dai piccoli bar. Qui il tempo conserva il sapore dell’antico, dove tutti si salutano quando s’incrociano e tutti si conoscono. Percorriamo le viette e mi sorprendo a contare tante gioiellerie, una più prestigiosa dell’altra; tutte unite da un principale gioiello emblema della mia terra: LA PRESENTOSA.
Questo monile di origine settecentesca è il simbolo abruzzese ed era indossato dalle donne in occasione di festa e anche qui vi invito a sbirciare sul web se volete saperne di più… non ve ne pentirete.

Continuiamo la nostra passeggiata per le vie dalle quali s’inalzavano profumi e odori della cena, tanto da spingerci a trovare un ristorante o una pizzeria più vicina e come sapete bene, il turista cammina tanto e mangia altrettanto.

Il mattino seguente si parte alla volta di un posto fuori dalla realtà ossia il lago di SAN DOMENICO che sorge nell’alta Valle delle GOLE DEL SAGITTARIO. Acqua di color verde turchese, immerso nella natura suggestiva che regna sovrana al di sotto di monti rocciosi nel PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO.
Sulla riva si erge appunto l’eremo sorvegliato a vita da tre oche che proteggono il lago e non ci pensano due volte a correrti dietro se passi davanti a loro, quindi vi consiglio fare come noi: due passi in più e gambe salve dai tre moschettieri del lago.

Ora visto le lodi decantate al lago di San Domenico, è la volta del lago di Scanno e già la forma a cuore credo spieghi in maniera eccelsa che senza dubbio sia il cuore d’Abruzzo! E si anche qui anatre e oche difendono il lago da visitatori poco simpatici a loro. Un consiglio? Portatevi qualche pezzettino di pane; li terrà impegnati mentre voi seduti ad una panchina, guardate un grande cuore che pulsa all’interno di una terra abruzzese rude ma sincera.

di Casaccia Irene


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